Biblioteca Civica Bertoliana

Novità

Il veleno sei tu

Il veleno sei tu

È una calda notte in Costa Azzurra, una di quelle notti in cui l'aria afosa s'impasta facilmente alla disperazione del mal di vivere. Victor Menda, parigino sfaccendato, ex conduttore radiofonico che ha perso tutto al casinò, vaga, mani in tasca, su una solitaria stradina bianca in riva al mare, da un lato siepi di alloro, dall'altro le ombre geometriche proiettate sulla spiaggia dalle cabine. D'un tratto una grossa macchina americana gli si ferma accanto e la donna al volante, di cui Victor non riesce a vedere il volto, lo invita a salire. Combattuto tra l'emozione e la paura, lui sale, e prima ancora di rendersene conto sta facendo l'amore con lei. Ma subito dopo la misteriosa donna lo scaccia e svanisce, a tutta velocità, nella notte. Intenzionato a rintracciarla, Menda risale all'indirizzo grazie al numero di targa che è riuscito ad appuntarsi: l'indomani si trova di fronte a un'imponente villa aggrappata alle pendici fiorite di una collina e abitata da due sorelle, due ereditiere, le signorine Lecain. La maggiore, Hélène, nega di essere uscita la notte precedente, l'altra è una ventenne invalida costretta su una sedia a rotelle. L'irruzione di Victor nelle loro vite scandite agirà come un rovinoso catalizzatore: e allora Ève, la più giovane, sarà rapidamente affascinata da lui, quando invece lui avrà occhi soltanto per Hélène; e in quella casa silenziosa che somiglia a una cattedrale si ritroverà catturato tra le maglie viscose di un triangolo amoroso, in un tempo claustrofobico e tentacolare che vive di inganni, manipolazioni, fili tirati nell'ombra.

La figlia vera

La figlia vera

Singapore, 1996. Prima dell'arrivo di Arin, Gen Yang era figlia unica. Ma quando, alla morte del nonno scomparso tanti anni prima, la verità viene a galla, i genitori di Gen si trovano a fare i conti con la vita segreta che il nonno si era ricostruito in Malesia: una seconda famiglia, così povera da non poter mantenere i propri figli, e una bambina indesiderata che i due accettano di accogliere. Arin e Gen diventano sorelle, inseparabili. Un legame fortissimo, un patto di sorellanza suggellato da un contratto firmato con il sangue, che le bambine stipulano non appena capiscono che il mondo degli adulti ha deciso per loro e per il loro futuro. Nel monolocale che condividono con i genitori e la nonna, Gen e Arin crescono insieme, nutrite dall'amore della madre, che riversa sulle ragazzine tutte le speranze e le ambizioni che aveva per sé, ma che le difficoltà della vita le hanno impedito di realizzare. Pur affrontando la brutalità di un ambiente scolastico estremamente competitivo, le sorelle mantengono un rapporto profondo. Quando però la durezza e la concorrenza della società singaporiana minacciano di lasciare indietro una delle due, mentre la stella dell'altra inizia a brillare, Arin e Gen saranno costrette a confrontarsi con la forza di ciò che le unisce e con il prezzo del successo. Un romanzo brillante, che analizza la complessità dei legami familiari e mette a nudo il nostro disperato bisogno di accettazione e il desiderio di essere amati. La figlia vera è un'indimenticabile storia di ambizione e sorellanza nella Singapore di fine millennio, e lo splendido esordio di una potentissima voce letteraria che ha ricevuto gli elogi della critica americana.

Il silenzio che resta

Il silenzio che resta

Una baracca oscura, oltre un ponte. Una figura minacciosa avvolta nell'ombra e un bambino addormentato sotto una coperta rossa. È così che Elena Dal Pozzo vede il figlio Mattia, scomparso da quasi un anno, durante una seduta di ipnoterapia che dovrebbe servire a farle rivivere un momento orrendo per accettarne l'esistenza senza ricorrere al torpore farmacologico in cui si rifugia sempre più spesso. Un tempo è stata una giornalista di valore e prospettiva, era brava. Quando è arrivato Mattia, però, ha dovuto occuparsi della famiglia. Adesso lavora per una piccola emittente locale, ascolta in loop Comfortably Numb dei Pink Floyd per anestetizzare il dolore e tutte le sere cerca di farsi del male. Finché il suo mondo crolla di nuovo. Una telefonata inattesa: una conferenza stampa urgente in questura sembra preludere a qualcosa di grave. Nonostante lo stato alterato, è costretta a muoversi. Viene annunciata la scomparsa di un altro bambino. Nell'anniversario della sparizione di suo figlio. Nello stesso punto. Il passato è pronto a trascinarla di nuovo nell'abisso. Anche perché a guidare le indagini è sempre Santo Mixielutzi, noto in questura come "Sfinge". Un uomo dallo sguardo cupo e dalle poche parole, che sembra non cedere nemmeno davanti al dolore. Un vero professionista che nasconde però un segreto, sepolto sull'isola dove è nato. Giuliano Pasini, maestro del genere, torna con un grande thriller che scava nella psiche dei personaggi coniugando pathos e rigore di trama. Una vorticosa discesa agli inferi. Un page-turner impossibile da posare.

All'ombra della regina

All'ombra della regina

Inghilterra, Torre di Londra, 1554. In una gelida mattina di febbraio si consuma la prima di una serie di efferate esecuzioni che caratterizzeranno il regno di Maria I, detta la Sanguinaria. La morte dell'unico figlio maschio di Enrico VIII ha lasciato l'Inghilterra in una situazione di profonda incertezza politica e religiosa, e la corona viene contesa da fazioni opposte di cortigiani. Esclusa dalla successione a favore della cugina Lady Jane Grey, anche lei di sangue Tudor ma di fede protestante, Maria riesce a radunare un gruppo di sostenitori e a soffocare il complotto. La giovane Lady Jane, che passerà alla storia come la "regina dei nove giorni", va così incontro a una morte sul patibolo, lasciando due sorelle minori che da quel momento vivranno nell'ombra della cospirazione ordita dal loro defunto padre e costantemente tacciate di tradimento. Poco più che bambine, Katherine e Mary devono imparare a sopravvivere a continui giochi di potere, prima sotto il fanatismo cattolico di Maria, poi durante il glorioso regno di Elisabetta. Katherine, bella e passionale, adora la vita di corte e dimostra tutto l'entusiasmo dell'adolescenza. Mary, innaturalmente piccola ma intelligente e arguta, è un'abile osservatrice della realtà che la circonda e non desidera altro che vivere in tranquillità. Il loro sangue reale, però, è un'arma a doppio taglio, e la vita di entrambe è appesa a un filo. Elizabeth Fremantle ci regala un nuovo avvincente romanzo, dando voce a due giovani donne costrette a crescere tra ambizioni e rivalità pericolose. Una storia intensa che riporta alla luce figure storiche realmente esistite ma poco conosciute, scavando nel cuore tormentato dell'Inghilterra Tudor.

La vita giovane

La vita giovane

Chi siamo prima di diventare noi stessi? Teo ha ventotto anni e tra sé e la sua adolescenza ha messo molti chilometri e altrettanti silenzi. Milano gli ha concesso l'anonimato, avventure sessuali e soprattutto la possibilità di dimenticare. Quando però due dei suoi migliori amici del liceo, Giorgio e Matilde, si sposano, decide di tornare a casa, nella città di provincia in cui è cresciuto, dopo quasi dieci anni di assenza. Qui ritrova il gruppo di amici dell'epoca: oltre agli sposi - monade a due teste fin dalla terza superiore - ci sono Sofia, il suo amore mancato, Tommaso, l'indomabile, e Marta, la più fragile e misteriosa del gruppo. Dal primo all'ultimo anno di liceo sono stati loro sei: sempre insieme, visceralmente legati, inseparabili. Forse a tenerli uniti erano le ferite da cui ognuno dei sei, così giovane, era già segnato. Ma anche la sete di vita, amore, allegria sfrenata; in qualche modo, di futuro ("il futuro ci era stato promesso, ci avevano detto che sarebbe stato stupendo"). Finché, l'ultimo anno di liceo, un incidente non ha spezzato violentemente la loro amicizia: insieme, hanno fatto qualcosa di irreparabile, e quell'evento ha scavato in ognuno di loro un'insaziabile voglia di fuggire. Che adulti sono diventati? Che fine hanno fatto i loro sogni? Lo scopriamo durante i tre giorni che precedono il matrimonio, perimetro e conto alla rovescia del romanzo, che si muove avanti e indietro nel tempo in modo sapiente e implacabile, fino a condurci al momento in cui tutti i fili si riannodano e le verità di ognuno vengono a galla. Appena trentenne, Mattia Insolia scrive questa storia da una posizione eccezionale, quella di chi ha il talento e l'esperienza per raccontare la sua generazione dal di dentro. Lo fa mettendo in scena sei ragazzi feriti e disperatamente vitali negli anni in cui sono più belli, irrisolti, incandescenti. E ci consegna un romanzo mondo, che si legge tutto d'un fiato.

La fanciulla e il Coccodrillo

La fanciulla e il Coccodrillo

Nella Città di Oluwan, Piccola Sade è ormai troppo grande per restare in orfanotrofio e ha un disperato bisogno di trovare un lavoro, magari un impiego da domestica in un luogo dove le apparenze non contino troppo, in modo da mascherare il suo piede debole. Mentre vaga per le strade della città, finisce accidentalmente per stringere un patto con un essere magico noto come Coccodrillo, una divinità che si dice divori le belle fanciulle. Sade ha attirato le attenzioni del dio con il suo segreto: ha l'abilità magica di percepire la cattiva sorte delle persone e di cambiarne il destino, può liberarle dalle maledizioni pulendo le loro case o i luoghi in cui risiedono. Nonostante il Coccodrillo la metta in guardia sul legame corporeo che li vincola, la ragazza prova a ignorarlo e a continuare per la propria strada, trovando un impiego da domestica presso una locanda piuttosto elegante, dove però condizioni di lavoro e discrepanze sociali, impossibili da ignorare, faranno maturare in lei una nuova consapevolezza di sé e dei propri diritti. Il dio Coccodrillo, mosso da ambizioni sovversive nei confronti dei nobili del reame, ne approfitta per incoraggiare la fanciulla a usare le sue capacità per cambiare le cose. Perché una piccola, imprevista scintilla può legare per sempre due cuori... ma anche accendere una rivoluzione. Dall'autrice bestseller Jordan Ifueko, rivelazione del fantasy statunitense, un nuovo stand-alone ambientato nell'universo di Raybearer: un romanzo di formazione con un pizzico di romanticismo, sullo sfondo di un regno ricco di magia.

Un podcast ha deciso di rovinarmi la vita

Un podcast ha deciso di rovinarmi la vita

Lucy da ore spulcia ricette per preparare un "pollo di scuse" ed è anche convinta che a momenti il capo la chiamerà per darle il benservito; il pollo, invece, è per il fidanzato, al quale non ha mai detto di essere la principale sospettata per l'omicidio della sua migliore amica, avvenuto cinque anni prima. D'altra parte, chi poteva immaginare che il podcast true crime del momento, "Oltre la bugia", avrebbe proposto agli ascoltatori proprio il delitto irrisolto che la vede al centro di quei fatti? È bastato il primo episodio per strapparla dall'anonimato e rovinarle la vita. Ma la verità è che la sua vita si è rovinata la notte in cui Savvy è stata uccisa e Lucy è stata trovata in stato confusionale con il vestito sporco del sangue dell'amica. Nemmeno il fatto che la sua memoria sia andata in cortocircuito ha giocato a suo favore. Per questi motivi, seppur in mancanza di prove schiaccianti, gran parte degli abitanti della cittadina texana di Plumpton aveva dato per scontata la sua colpevolezza. A cinque anni da quella notte, Lucy è costretta a tornare nel posto dove aveva giurato di non mettere più piede, in un agosto che sembra diretta emanazione dell'inferno, per festeggiare gli ottant'anni dell'adorata nonna. Lì entra in collisione con l'odioso - ma sexy - podcaster Ben Owens, con una comunità ostile e con gli stessi affetti di sempre, ormai cambiati. Di fronte ai quali potrà solo contrapporre, nella sua ricerca della verità, l'arma più affilata di cui dispone: il suo irriducibile sarcasmo sul fondo del quale resta, tuttavia, il doloroso timore di scoprire che sono state le sue mani a far del male a Savvy.

Nessuna via d'uscita

Nessuna via d'uscita

L'avvocato Haller torna con un caso più attuale che mai: una causa contro un colosso dell'Intelligenza Artificiale, che potrebbe essere responsabile dell'omicidio di una ragazzina. Dopo il suo percorso di "rinascita", Mickey Haller prende una nuova direzione e si dedica a un caso d'interesse pubblico, intentando una causa civile contro una società di Intelligenza Artificiale il cui chatbot avrebbe suggerito a un sedicenne di uccidere la sua ex ragazza perché lo aveva tradito. Rappresentando la famiglia della vittima, Mickey esplora il mondo dell'IA, in rapida espansione e in gran parte non regolamentato. Durante il processo, lo affianca il giornalista Jack McEvoy che vorrebbe assistere in silenzio per scrivere un libro sul caso. Ma Mickey lo mette subito al lavoro, affidandogli l'analisi della montagna di documenti emersi durante la fase di ricerca delle prove. Le indagini di McEvoy portano alla scoperta del testimone chiave: un informatore che fino ad allora aveva avuto troppa paura per parlare. Il caso è estremamente pericoloso, perché in gioco ci sono miliardi di dollari. Si dice che le macchine abbiano superato l'intelligenza umana nel 1997, quando il Deep Blue dell'IBM ebbe la meglio sul maestro di scacchi Garry Kasparov con una mossa chiamata "il sacrificio del cavallo". Haller adotterà una strategia simile in tribunale per cercare di sconfiggere le immense forze dell'industria dell'IA schierate contro di lui e i suoi clienti.

I guerrieri d'inverno

I guerrieri d'inverno

Finlandia, 1939. L'apparente silenzio della foresta è in realtà un coro di suoni e di voci. Il giovane Simo ha imparato dal padre a non trascurare alcun dettaglio. È un cacciatore esperto e conosce il respiro della volpe, sa adattare il proprio a quello dell'animale, prima di colpire. Sa valutare le distanze e quanta differenza può fare un errore di calcolo. Ciò che ancora non sa è che presto la sua precisione infallibile si misurerà in vite umane, tolte e salvate. Nell'autunno di quell'anno l'Unione Sovietica si appresta ad aggredire la Carelia, un'area apparentemente innocua, ma strategica per la sua posizione di ponte tra il fronte tedesco e quello russo. L'attacco non è immediato, passano mesi di incertezza, e in questo tempo di attesa, mentre l'inverno inizia a stringere la sua morsa, un milione di finlandesi viene reclutato. Sono giovani inesperti della guerra, un popolo pacifico che viene condotto lungo le linee di confine, senza attrezzature adatte, spesso senza preparazione. E così, nel freddo più spietato, nel cuore del conflitto più violento della sua storia, il popolo intero di un piccolo Stato si solleverà contro il nemico e, tra i suoi soldati, nascerà una leggenda: Simo Häyhä, che grazie alle insuperate doti di tiratore diventa la Morte Bianca, il fantasma inespugnabile per la schiacciante Armata rossa, il simbolo di un'incredibile resistenza, fonte d'ispirazione per i compagni in trincea. Con sguardo lucido Norek ci avvicina a Simo, ma anche a Toivo, Viktor, Leena e tanti altri, protagonisti di un destino che non hanno scelto ma di cui sono inevitabilmente gli eroi. "I guerrieri d'inverno" è un romanzo sulla durezza e sull'umanità che si confrontano durante le guerre, uno studio attentissimo a quanto è successo ed è stato dimenticato. Un romanzo che ci parla, ancora oggi, di quei luoghi in cui la Storia irrompe come una tempesta, e dove la lotta per la propria libertà si accende, senza filtri.

Jacaranda

Jacaranda

Versailles, 1994. Milan ha dodici anni e vive con il padre Philippe, francese, e la madre Venancia, ruandese, ma conosce poco o nulla delle sue radici africane, perché Venancia non ha mai voluto condividere ricordi della sua vita passata. Il suo silenzio ostinato la rende quasi un'estranea agli occhi del figlio. Ma il Ruanda è destinato a manifestarsi presto nella vita di Milan, prima attraverso le immagini scioccanti eppure lontane del genocidio contro i tutsi trasmesse in televisione, poi con l'arrivo imprevisto di Claude, un familiare di Venancia. Milan si illude di aver trovato un fratello, ma il ragazzino ritorna in Ruanda in maniera altrettanto fulminea e incomprensibile. Solo quattro anni dopo, quando parte per Kigali con la madre, Milan lo ritroverà e scoprirà anche l'esistenza di una nonna, della "Zia" Eusébie e di sua figlia Stella, che fin da bambina ama arrampicarsi tra i rami dell'enorme albero di jacaranda che cresce nel suo giardino. Pur sentendosi inizialmente un estraneo, additato dai coetanei come un "muzungu", un bianco, Milan si lascia via via conquistare da quel luogo al contempo affascinante e brutale, arrivando a sentirsi sempre più a casa. Un romanzo intenso e toccante che racconta le ripercussioni della violenza sui legami umani, restituendo l'immagine di un Paese che, nonostante le sue ferite profonde, cerca il dialogo e il perdono, soprattutto attraverso la speranza e la vitalità delle nuove generazioni.

Darkness

Darkness

La giovane Ira lavora per il quotidiano più popolare della Finlandia insieme al padre Arto, al quale si è da poco riavvicinata. Dopo un passato tormentato la sua vita sembra scorrere tranquilla, finché un ricordo sconvolgente non riaffiora: ha ucciso un uomo con una scure. È solo un'allucinazione, un terribile incubo… o è accaduto davvero? Il dubbio inizia a perseguitarla e si fa ancora più acuto quando lei si ritrova a scrivere su casi di cronaca nera che hanno troppi punti in comune con ciò che è convinta di ricordare. A indagare su un omicidio c'è anche l'ispettrice Kerttu, una mente affilata che è pronta ad assicurare un ultimo criminale alla giustizia prima di andare in pensione. Ma la vittima che si trova davanti e che è stata uccisa con violenza inaudita è anche la custode di un diario. Un diario scritto senza alcun dubbio dal killer e che lascia intuire una verità agghiacciante: quell'omicidio non è stato il primo, e non sarà l'ultimo. Per fermare la scia di morte non le resta che un'ultima carta: rivolgersi all'unico giornalista di cui si fidi. Arto, da parte sua, ha capito che Ira è in pericolo, ma non è sicuro di riuscire a proteggerla, impegnato com'è ad affrontare fantasmi che pensava di avere seppellito, e che invece gli si ripresentano davanti, in carne e ossa... Dopo Butterfly, Martta Kaukonen torna con un thriller in cui la linea tra realtà e illusione si fa sempre più sottile, e nel quale l'unico modo per salvarsi, forse, è affrontare ciò che la mente cerca di seppellire…

I delitti di rue du Louvre

I delitti di rue du Louvre

Nella Parigi dei ruggenti anni '20, una donna coraggiosa e un ispettore tormentato seguono le tracce di un assassino che nessuno sembra voler trovare. Parigi, 1925. Tra i locali di lusso, le danze disinibite nei cabaret e i cenacoli fumosi dei poeti surrealisti, la città sembra essere proiettata in una nuova era di cambiamento e benessere. Simbolo di questo rinnovato progresso è la Centrale Gutenberg in rue du Louvre, il più grande centralino telefonico di Parigi, che dà lavoro a decine di ragazze finalmente libere di esprimersi fuori dalle mura domestiche. Ma questo sogno rischia d'infrangersi quando due di loro vengono trovate brutalmente assassinate, con il volto sfigurato e coperto da una maschera simile a quelle usate dai soldati rimasti sfregiati durante la Prima guerra mondiale. Un dettaglio che induce a concentrare i sospetti sull'indiziato più ovvio: Mangrin, un reduce ferito nel corpo e nell'anima, che si guadagna da vivere come custode della Gutenberg. Tuttavia la teoria non regge allo scrutinio di Paul Varenne, un ispettore di polizia che ha provato sulla propria pelle gli orrori delle trincee e si è inimicato i superiori a causa del suo anticonformismo e della sua testardaggine. Convinto che Mangrin non sia altro che un capro espiatorio, Varenne inizia a indagare, rendendosi presto conto che quegli omicidi non sono che la punta dell'iceberg. Aiutato da Mathilde de Villedieu, una giovane e brillante psicoanalista legata a una delle vittime, Varenne si farà strada tra le pieghe più oscure della società parigina, inseguendo una verità tanto tragica quanto pericolosa, che coinvolge persino i vertici del potere. E tra loro c'è chi è disposto a uccidere pur di mantenere il segreto. Un giallo storico che è anche un viaggio affascinante nella Parigi effervescente e contraddittoria degli Anni folli, divisa tra l'entusiasmo per il futuro e le ombre di un passato che nessuno vuole ricordare.

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