Biblioteca Civica Bertoliana

Novità

Il libro del sole

Il libro del sole

Ci sono cose che abbiamo così spesso davanti agli occhi da non renderci conto di non conoscerle affatto. Con un approccio che unisce scienza, fisica e storia culturale, Il libro del Sole ci invita a osservare in modo nuovo la stella che illumina il nostro pianeta, attraversandone storia e leggende, segreti e pericoli. Per millenni il Sole ha regolato la vita degli esseri umani, determinando le stagioni, guidando la navigazione, influenzando l’agricoltura e la nostra stessa sopravvivenza: un patrimonio di conoscenze che un tempo apparteneva a tutti, dai campi coltivati ai palazzi del potere. Negli ultimi decenni, complice il progresso scientifico e tecnologico, abbiamo iniziato invece a delegare la comprensione del cielo a strumenti sempre più sofisticati, finendo per disinteressarcene; spesso, anzi, subendone l’influsso sui cambiamenti climatici e sull’aumento delle temperature con rassegnazione e fatalismo. In realtà, al di là delle nostre illusioni, il Sole continua a essere in buona parte un enigma. L’astrofisica Sibylle Anderl e il politologo Claus Leggewie ci guidano allora a ripercorrerne l’evoluzione culturale e scientifica: dalle divinità antiche che lo personificavano ai sovrani che si appropriarono della sua simbologia per legittimare il potere assoluto; dai dipinti di Rubens e Munch ai traguardi scientifici raggiunti grazie al suo studio – il telescopio di Galileo, le esplorazioni spaziali, il satellite Solar Orbiter, che ci fornisce immagini e dati senza precedenti sulla sua attività. Il libro del Sole è il racconto di tutto ciò che abbiamo proiettato verso il grande faro celeste sopra di noi, e di tutto ciò che esso ci ha dato indietro sotto forma di immaginario, sussistenza e scoperta.

Vero viaggio è il ritorno

Vero viaggio è il ritorno

Che fare se Venezia diventa inaccessibile, Barcellona si rivolta contro i turisti e Jeff Bezos compra un pezzo di spazio pubblico per il suo matrimonio? Ormai viviamo nell’era del turismo. 1,4 miliardi di persone in movimento ogni anno. Eppure, viaggiare non ci ha mai reso così infelici. I centri storici delle città si svuotano di abitanti e si riempiono di bistrot tutti uguali. I luoghi più belli del mondo puzzano di fritto e selfie. E noi, imperterriti, continuiamo a prenotare. “Vero viaggio è il ritorno” mette in discussione alla radice uno dei miti fondanti del nostro tempo: l’idea che viaggiare sia sempre e comunque un bene, una forma di libertà, un’esperienza necessaria per stare meglio e conoscersi. E inizia da una domanda scomoda: siamo davvero sicuri che viaggiare serva ancora a qualcosa? Partendo dalla propria storia – anni di viaggi, una casa in Umbria, un cane adottato durante la pandemia, un astrologo del Kerala che le aveva detto «devi muoverti di più» –, Valentina Pigmei esplora tutte le diverse forme possibili di spostamento. I treni notturni che attraversano l’Europa mentre si dorme. I viaggi di prossimità, quelli che non richiedono un aereo ma restituiscono intatto lo stupore. L’ospitalità come pratica concreta e relazionale che trasforma un luogo in un’esperienza autentica. Le comunità che riportano alla vita isole abbandonate senza trasformarle in resort. Il viaggiare senza soldi, affidandosi alla fiducia e all’economia del dono. E poi i viaggi delle donne, un’avanguardia silenziosa che oggi sta reinventando il senso stesso dello spostarsi. È davvero tempo di trovare altre strade, compiere un’inversione di rotta: viaggiare meno, meglio. Perché oggi il vero viaggio non è partire. È tornare.

Dolce come il sale

Dolce come il sale

Sardegna, anni ’30: tre generazioni di donne custodiscono un millenario sapere… Per tutto l’inverno Allegra attendeva la prima luna di maggio: il giorno in cui, con la solennità di una cerimonia, si sarebbe immersa insieme alle altre donne dell’acqua per la nuova stagione. Lo facevano dalla notte dei tempi, per raccogliere i fili d’oro di un raro mollusco e creare un tessuto più prezioso della seta, degno dei re: il bisso. Un patto segreto, trasmesso di madre in figlia, le univa tutte. Un giuramento sacro, che rendeva dolce anche il sale. Tre generazioni di donne sono le eredi di un’antica arte, secondo una leggenda portata a Sant’Antioco, nel sud della Sardegna, addirittura dalla regina Berenice. Da allora alcune madri tramandano la loro abilità alle figlie sin dalla più tenera età, fino a quando non sono in grado di pronunciare il voto che le vincola: dedicare la vita alla seta del mare, a quel filo che trattiene il giallo del sole, e accettare che i preziosi ricami che ne derivano non possano essere venduti ma solamente donati. Diventando così dispensatrici di speranza e bellezza che si oppongono al caos del mondo. Nonostante gli avvenimenti drammatici che sconvolgono l’Italia nel corso del Novecento, le tre donne, Allegra, Zaneta e Miriam, faranno di tutto per non venir meno al giuramento e difendere il loro sapere, affrontando il dolore della perdita e affermando ogni volta la libertà di essere sé stesse. Un romanzo unico che intreccia con l’abilità delle maestre del bisso le vicende personali delle protagoniste agli eventi storici, infondendo lo splendore di un talento misterioso e di una terra magica. «Che storia potente! Tradizione, segreti, legami di famiglia, amore tessono un arazzo meraviglioso e sorprendente.» The Storigraph «Tutto il fascino della Sardegna e di un millenario sapere al femminile: un romanzo meraviglioso, che entra nel cuore.» Historical Novel Society

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