Biblioteca Civica Bertoliana

Novità

Il Novecento sulle spalle dei giganti

Il Novecento sulle spalle dei giganti

Una fotografia dei piedi di Bobbi Campbell appesa alla porta di una farmacia di Castro Street, nell’autunno del 1981; Rosa Parks, la donna nera che nel 1955, in Alabama, si era rifiutata di cedere a un uomo bianco il proprio posto sull’autobus, chiamata da Jesse Jackson, molti anni dopo, ormai anziana, sul palco della Convention democratica di Atlanta; Nelson Mandela, già Presidente del Sudafrica, aspetta paziente di andare in scena dietro le quinte di uno show televisivo nazionale, seduto su uno sgabello tra comparse, cavi elettrici e sponsor in abito da sera; Madre Francesca Cabrini arriva a New Orleans, pochi giorni dopo un terribile linciaggio di immigrati italiani, sul finire dell’Ottocento, agli albori di una nuova epoca. È da dettagli minimi, quanto mai evocativi, dentro i quali s’addensano stagioni ed eventi, che Enrico Deaglio racconta il Novecento. A partire da dieci figure incontrate o intercettate nel corso della sua vita e del suo lavoro di giornalista: dieci lampi capaci di illuminare un intero secolo; storie personali che diventano punti d’osservazione su eventi più grandi, e sul modo in cui le iniziative dei singoli possono incidere sulla vita di molti. Con una scrittura che unisce memoria personale, reportage e riflessione storica, Deaglio attraversa un tempo segnato da violenze e promesse, fallimenti e possibilità. Al centro della sua narrazione, non ci sono soltanto i grandi avvenimenti, ma prima di tutto le scelte individuali: atti di coraggio, responsabilità, dissenso o semplice umanità che hanno contribuito a modificare il corso delle cose.

Nel cuore del gatto

Nel cuore del gatto

«Cercano di seppellirci, non sanno che siamo semi.» Quando Jina Mahsa Amini viene assassinata dalla polizia morale nel 2022 e in Iran scoppia la prima rivoluzione al mondo guidata da donne, la voce narrante di questa storia, anche lei Jina, di origini iraniane ma nata e cresciuta in Europa, è sopraffatta dalle emozioni: dal terrore misto a speranza per la sorella Roya e l’adorata nipote Nika, che vivono a Teheran e hanno abbracciato la lotta; dall’amore per una terra, una cultura e un popolo a cui sente di appartenere solo da quando, già ventenne, è stata per la prima volta in Iran. È nei ricordi di quel viaggio che Jina si immerge, ripercorrendo i destini delle donne della sua famiglia all’ombra della dittatura degli ayatollah. Un viaggio che diventa un mosaico seducente e straziante di storie, tradizioni millenarie, resistenze eroiche come quella di Iman, che gira in abiti maschili e senza velo sfidando il regime, e personaggi fiabeschi come le quattro vecchie zie di Jina, alle quali la Rivoluzione ha strappato tutti i sogni e gli affetti, riportandole a vivere insieme nell’antica casa di famiglia. Un viaggio da Teheran a Persepoli, al deserto, fino al tempio di Zarathustra, accompagnato dalla bellezza sensuale della lingua persiana, che è nata dalla poesia e in cui ogni parola racchiude un’immagine come una formula magica. Con l’inguaribile senso di perdita e di nostalgia di chi vive nella diaspora, Jina ci accompagna nel cuore luminoso dell’Iran che resiste, negli spazi clandestini in cui le donne portano avanti la loro ribellione e non smetteranno mai di combattere e di vivere la loro libertà.

Play with me

Play with me

Garrett Andersen e Jennie Beckett non dovrebbero essere amici. Garrett è uno dei giocatori più amati della squadra di hockey di Vancouver. Talentuoso, dalla reputazione impeccabile, è il compagno di squadra che tutti vorrebbero avere accanto, sempre pronto a prendersi cura degli altri e a mettere chi ama al primo posto. Jennie Beckett, invece, è una ballerina professionista con il talento di attirare l’attenzione di un’intera sala e la capacità di tenere tutti a distanza con una battuta sarcastica. Non si lascia impressionare dalla fama di Garrett, né dal fatto che mezzo Paese sembri adorarlo. Dopotutto, lui è il compagno di squadra di suo fratello. Lei è la sorella del suo capitano. E tutti sanno che mescolare hockey e famiglia è una pessima idea. Eppure, tra messaggi notturni, battute private e una chimica impossibile da ignorare, Garrett finisce per diventare la persona che Jennie chiama quando ha bisogno di ridere, sfogarsi o semplicemente sentirsi capita. Quando la loro amicizia supera un confine che nessuno dei due aveva previsto, la soluzione sembra semplice: tenere tutto segreto e limitarsi a divertirsi. Nessun coinvolgimento. Nessuna aspettativa. Nessun rischio. Peccato che le regole siano molto più facili da stabilire che da rispettare. Più Garrett entra nel mondo di Jennie, più diventa impossibile ricordarsi che quello tra loro doveva essere soltanto un gioco. Ma Jennie Beckett è talmente facile da amare che il loro gioco, ormai, assomiglia pericolosamente alla realtà.

Lutto di miele

Lutto di miele

Il nuovo caso affidato al commissario Franck Sharko si dimostra complesso e inquietante fin dalla scena del crimine: all'interno del confessionale di una chiesa viene ritrovato il corpo di una donna, inginocchiata, nuda, completamente rasata e con alcuni esemplari di falena “sfinge testa di morto” posati sul capo. L'autopsia rivelerà che è deceduta a causa di una rarissima forma di malaria, trasmessa da zanzare che in Francia non esistono. Gli insetti sono solo il primo di una serie di lugubri elementi che si riveleranno parte del dissennato piano ordito dall'assassino, e Sharko, insieme all'équipe del 36, si troverà coinvolto in una macabra caccia al tesoro nella speranza, vana, di evitare ulteriori omicidi. Ma il filo conduttore tracciato dal colpevole arriva a coinvolgere i peccati capitali e le trombe dell'Apocalisse, alla ricerca di una vendetta antica i cui germi si annidano nel cuore delle Alpi. Sharko, dolorosamente segnato dalla tragica perdita della moglie e della figlia, dovrà sfidare il passato per riuscire a sventare una carneficina, e la risoluzione del caso assumerà ben presto i contorni di una discesa agli inferi: per riemergere dall'orrore sarà costretto a salvare anche se stesso. Dopo 1991 e Treno infernale per l'Angelo rosso, una nuova indagine del commissario Sharko, nella sua prima traduzione italiana. Tra squallidi bassifondi parigini e perturbanti abissi di corruzione, anche il lettore verrà intrappolato nell'intricata ragnatela intessuta dalla mente dell'assassino.

Theo da Golden e la forma della felicità

Theo da Golden e la forma della felicità

In una mattina di primavera, un uomo molto anziano arriva a Golden, una piccola cittadina del sud degli Stati Uniti. Nessuno sa chi sia né da dove venga. Elegante ed enigmatico, dice soltanto di chiamarsi Theo e accenna vagamente a degli ‘affari da sistemare'. Quando entra in una caffetteria del centro, scopre una galleria di novantadue ritratti a matita appesi alle pareti. Sono i volti degli abitanti di Golden, disegnati con straordinaria delicatezza da un artista locale. Ne rimane incantato e matura un'idea semplice quanto radicale: acquistarli tutti e, uno a uno, restituirli ai loro ‘legittimi proprietari'. Da quel momento, questa diventa la sua missione. Allo sguardo di Theo non sfugge niente: osserva, ascolta, riconosce negli altri le cicatrici invisibili che la vita lascia dietro di sé. E così ogni consegna si trasforma in un incontro capace di imprimere un segno profondo. Nascono amicizie inattese, vecchie ferite cominciano a rimarginarsi, persone abituate a sentirsi ignorate si scoprono finalmente accolte. Giorno dopo giorno, Theo risveglia emozioni dimenticate e intreccia i destini di una comunità intera, dimostrando che essere gentili, senza aspettarsi niente in cambio, è l'atto più rivoluzionario del nostro tempo. Ma il romanzo non si ferma solo a questo: ci sono un mistero da risolvere, un legame lontano, un destino che si deve compiere senza lasciare tracce... Inno al potere dell'empatia e dei gesti senza clamore, Theo da Golden è un romanzo corale e toccante, ricco di personaggi indimenticabili, di amore e di condivisione. Un personaggio che riporta fiducia nell'umanità e che ci ricorda quanto la cura dell'altro restituisca pienezza al significato della vita.

Il sole nelle pozzanghere

Il sole nelle pozzanghere

Ogni oggetto custodisce una storia. Ci ha visti amare, piangere, stringerci a qualcuno, restare soli. Gli oggetti che ci sono appartenuti sanno chi siamo stati o chi siamo, e se potessero parlare racconterebbero la verità su di noi. Forse per questo, a volte, ce ne sbarazziamo. Ma c'è un signore capace di ascoltarli. Di sentire, nella loro voce, il concerto del mondo. È lui il protagonista di questo romanzo. Il signor Pi apre sempre alle otto e dieci del mattino, mai alle otto in punto, perché dice che le cose importanti hanno bisogno di qualche minuto di ritardo per farsi desiderare. Il suo negozio sta in una via piccola, laterale, e sull’insegna c’è scritto solo «Rigattiere». Il mestiere del signor Pi è recuperare oggetti usati, rotti o difettosi, per rimetterli in circolo: e sí, per lui è una cosa importante. Perché sa che ciascuno di questi oggetti porta con sé un carico affettivo, la traccia delle famiglie, delle stanze in cui ha vissuto, delle relazioni cui ha partecipato, come dono, scenario, o come semplice testimone: cucine, orologi, cartelle, chitarre, orecchini… Sa che questi oggetti contengono sogni, desideri realizzati oppure no, amori finiti, parenti perduti, una memoria che non si può cancellare. Sa che, in fondo, tutti siamo «la storia abbandonata di qualcun altro». Quando tocca quelle cose, al signor Pi sembra di sentire la storia che racchiudono. Ed ecco che in questo romanzo fiabesco eppure pieno di vita vera – pieno di tutte le nostre vite, che leggendo riconosciamo – si dipana un universo variegato di voci e personaggi, che davanti al suo bancone si incrociano, intrecciandosi. Il negozio diventa cosí un luogo per le seconde occasioni. Non soltanto per gli oggetti, ma anche per coloro che, con i propri rimpianti e ferite, lo frequentano. Compreso il signor Pi.

Serenata salentina

Serenata salentina

A quarantadue anni, Gabriella ha scoperto sulla propria pelle che il vissero felici e contenti è una grande bugia. Tradita dal marito per un'altra donna, e con i due adorati figli in vacanza, si ritrova in una casa all'improvviso vuota. In quell'estate torrida, non sa ancora che la salvezza l'aspetta su una panchina del parco: lì incontra Giulia, attrice intrappolata in un amore bugiardo, e Marta, che porta nel cuore un distacco lacerante dai figli. A loro si uniranno Teresa, in cerca di respiro dopo una tragedia, e Luana, una vicequestora con una verità inconfessabile che la lega a doppio filo proprio a Gabriella. Basta poco perché le loro solitudini si trasformino in un'alleanza. Quando Giulia decide di raggiungere l'amante per affrontarlo e mettere fine al suo inganno, queste cinque amiche per caso sfidano la sorte con un viaggio improvvisato verso il Salento. Tra il bianco delle masserie, il canto delle cicale e le acque turchesi della Puglia, quella che nasce come una spedizione di supporto diventerà un'avventura indimenticabile e un vero patto di sorellanza. In quella terra baciata dal sole, sulle note di un'antica serenata in grico, Gabriella e le sue compagne scopriranno che la fine di una storia può essere il preludio di un'estate straordinaria. Catena Fiorello Galeano firma un romanzo luminoso sul coraggio di perdonarsi e ricominciare. Un inno all'amicizia femminile: quella forza invisibile capace di trasformare le cicatrici in ali per tornare a volare.

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