Biblioteca Civica Bertoliana

Novità

Il finale si scrive da sé

Il finale si scrive da sé

Le vite di sei scrittori e scrittrici emergenti stanno per cambiare per sempre: un invito misterioso ed esclusivo li conduce a Skelbrae, l'isola privata al largo della Scozia dove il leggendario Arthur Fletch si è ritirato per lavorare al suo ultimo, attesissimo romanzo. Al loro arrivo, però, scoprono che Fletch è morto e che il libro è rimasto incompiuto. Decisi a pubblicarlo comunque, l'agente e l'editore dello scrittore lanciano agli invitati una sfida impossibile da rifiutare: ciascuno avrà settantadue ore per inventare un finale degno di Fletch, vincendo così una ricompensa milionaria e un contratto da tre libri con la Merriweather Press. Un'occasione che capita una sola volta nella vita. Il riscatto che ciascuno di loro cerca dopo anni di sforzi, delusioni e rifiuti. Isolati dal mondo, armati solo di una macchina da scrivere e di una pila di fogli colorati, i sei si ritrovano intrappolati in un vortice di ambizione, vanità e segreti. Ma i segreti, si sa, non restano mai tali a lungo, e perdere il controllo della propria storia può avere conseguenze molto pericolose. Il finale si scrive da sé è un giallo brillante e pungente, che si diverte a giocare con i cliché dei generi letterari e i retroscena dell'industria editoriale. E, mentre i protagonisti rincorrono la fama tanto agognata, una cosa diventa sempre più chiara: se iniziare un romanzo è difficile, arrivare vivi all'ultima riga, su quest'isola, potrebbe essere la vera sfida.

Nata da sola

Nata da sola

Campagne emiliane, secondo dopoguerra. In una realtà contadina senza sogni, votata alla sussistenza e al duro lavoro, in cui ignoranza e miseria rendono gli uomini violenti e le donne rassegnate, cresce una bambina curiosa e intrepida che guarda il mondo adulto senza riuscire a comprenderlo. Tra una madre che alterna giorni di euforia ad altri di cupa depressione e un padre che le nega lo sguardo proprio quando ne avrebbe più bisogno, Maria trova rifugio nei libri e nei mondi di fantasia che inventa per sopravvivere. Proprio quando sta sbocciando e si sente pronta ad andare incontro alla vita, Maria è costretta a lasciare casa per un restrittivo collegio di suore nell'Appennino. Poco dopo, anche il suo primo, totalizzante amore, l'abbandona, sprofondandola in un'angoscia che sembra senza via d'uscita. Finché non incontra Salvo, un sacerdote capace di ascoltarla davvero, di prendere sul serio il suo dolore. Tra loro nasce un legame profondo che, mentre fuori esplode il Sessantotto, si trasforma in un sentimento "proibito", che costringe entrambi a scegliere tra le convenzioni e la verità del cuore. Ma è proprio attraverso questa relazione complessa e asimmetrica che la protagonista imparerà la lezione più difficile: per essere davvero libera dovrà prima conquistare la fiducia in se stessa e la propria autonomia, anche da chi ama. Un romanzo intenso e coraggioso sulla vulnerabilità, sulla forza di rompere le catene invisibili che ci legano e sulla lenta, faticosa conquista della propria libertà interiore.

Il nemico

Il nemico

Adele ha cinquant’anni e traduce romanzi. La vita coniugale scorre tranquilla insieme al marito Dario, chirurgo di fama, a tratti più ripida con la figlia adolescente, Gilda. Quando comincia a tradurre Il nemico, il nuovo attesissimo romanzo dell’osannato scrittore Roland Blier, Adele si inabissa con lui in un febbrile scambio di mail che va ben oltre il lavoro creativo. L’intimità e l’attrazione si insinuano, crescono, mentre Gilda vive il primo amore con Gregorio sotto lo sguardo assente e geloso di Dario, sempre in viaggio tra un convegno e l’altro. Quando Adele e Blier finalmente si incontrano, si innesca un vortice passionale di euforia e menzogne, incanto e sopraffazioni. Affascinante e oscuro, Blier trascina Adele in una relazione alla quale lei non riesce a sottrarsi, destinata a deflagrare in un imprevedibile, supremo atto finale. Il nemico è un romanzo sul desiderio, in un’epoca in cui il desiderio sembra essere educato a svanire. È un romanzo sul potere, quello che gli uomini sentono ancora – disperatamente – il bisogno di esercitare. È un romanzo sulla genitorialità contemporanea, quando si slabbra nell’accudimento esasperato. Una storia di animali notturni, personaggi ingabbiati alla ricerca di uno spiraglio di luce, magnetici e divisivi, e per questo indimenticabili. Ma soprattutto è un romanzo attraverso cui, armata di una prosa sinuosa e feroce, Federica De Paolis spiazza il lettore: che cosa succede quando, scivolando nel gioco di una doppia vita, tradiamo noi stessi, prima ancora dell’altro? Il vero, grande nemico è fuori o dentro di noi?

Il legame sottile che ci unisce

Il legame sottile che ci unisce

Laura ha trentasette anni ed è alla sua prima gravidanza. Ha desiderato tanto questo bambino, ma la morte di Änne, la nonna novantenne, porta alla luce il difficile rapporto tra le donne della sua famiglia. Un trauma sottaciuto influenza le tre generazioni – nonna, madre, nipote – e le fa sentire sole e incomprese, incapaci di esprimere davvero i loro sentimenti. Svuotando la casa di Änne, Laura e sua madre ritrovano parte di una vecchia fotografia che risale agli anni della sua gioventù. Sembra la stessa che si trova accanto al televisore ma, guardandole attentamente, sono diverse, come specchiate. Laura capisce che, per quanto simili, non si tratta della stessa ragazza, sono due, due gemelle… Unendo le metà della foto, sul retro si compone la scritta: Änne e Luise, 1939. È mai possibile che la nonna abbia mantenuto un tale segreto per tutta la vita? E perché? Ci sono così tante domande senza risposta che Laura decide di sfruttare il congedo di maternità obbligatorio per ricostruire la storia dei suoi antenati e provare così a superare i dubbi che ha su di sé e sulla nuova vita che porta in grembo. Un viaggio che la porterà lì dove tutto è cominciato, alla fattoria Pappelhof, in Slesia. La casa di due sorelle che un tempo erano tutto l'una per l'altra, fino a che la guerra e un amore impossibile le hanno separate. Un romanzo che esplora l'amore in tutte le sue forme: quello romantico, quello per i propri figli, quello per una sorella, e ci racconta quanto sia difficile a volte conoscere davvero le persone che ci stanno più vicino.

Controcanto

Controcanto

Questo saggio è un invito ad ascoltare le voci di coloro che hanno celebrato le donne, mettendo in discussione i dogmi patriarcali e difendendo la parità in epoche in cui sembrava impensabile. La riscoperta di questi alleati è un atto di onestà intellettuale e politica, perché ci ricorda che la vocazione al femminismo non è - e non può essere - solamente femminile. È ora di prendere sul serio questo controcanto, che non può più rimanere inascoltato. Volubili, incostanti, vittime delle passioni: le donne sono inadatte al potere e al pensiero. Non sono fatte per comandare, ma per curare e servire. Gli uomini, invece, sono risoluti e autorevoli, nati per governare. Questo pregiudizio permea da sempre la filosofia occidentale. Da Aristotele a Nietzsche, passando per i Padri della Chiesa, il nostro canone è tristemente ostile alle donne e ha nutrito negli anni una cultura incline alla misoginia e alla diseguaglianza. Ma ci sono pensatori che, nonostante il loro genere, sono usciti dal coro. Giulia Sissa ripercorre la storia della filosofia con attenzione, alla ricerca di questo controcanto. Incontra così tre filosofi, lucidi e lungimiranti, che hanno superato i binarismi di genere e coltivato la solidarietà intellettuale: Sofocle, Platone e Derrida. Sofocle, poeta teatrale e autore dell'Antigone, ha scritto una tragedia in cui una donna lotta eroicamente contro un potere ingiusto, diventando una vera e propria forza sovversiva. Platone immagina una città ideale in cui ragazze e ragazzi ricevono la stessa educazione e ridefinisce l'amore, trasformandolo da gesto di possesso in atto di generazione. Secoli dopo, la teoria della decostruzione di Derrida rivoluziona il clima culturale novecentesco e incrina il pensiero dicotomico, fondato su fratture e gerarchie.

Un'ottima famiglia

Un'ottima famiglia

"Tore my shirt to stop you bleedin'... Na na na". La canzone di Billie Eilish martella nella testa di Giulia, a battiti ritmici. È una canzone che parla della fine di una festa e trasuda sangue e dolore. Giulia non riesce a capacitarsi, con i suoi diciassette anni, di essere finita in commissariato, sotto il fuoco di fila di domande dei due poliziotti. Non riesce proprio perché a Monchi, il piccolo e tranquillo paese dove abita - villette, giardini curati, famiglie che si riuniscono per celebrare compleanni - il sangue e il dolore sembrano appartenere a un universo lontano, ed è inconcepibile assistere alla corsa disperata di un'ambulanza che trasporta, in bilico tra la vita e la morte, un bambino di otto anni con il corpo dilaniato dalle coltellate. Giulia è davanti agli investigatori per aiutarli a individuare il responsabile: perché quel bambino, Filippo Costa, lei lo conosce e con la sua famiglia ha un legame speciale. Rispetto ai genitori "disastrosi" di Giulia, i Costa sono sempre stati un sogno: presenti per i figli, esemplari nel loro equilibrio tra sport, educazione e alimentazione sana, mai un litigio, mai un urlo, mai uno schiaffo. Un'ottima famiglia. Quando le indagini si concludono e la verità viene stabilita, di bocca in bocca, e sugli schermi di tutti, rimbalzeranno giudizi senza appello: "mostro", "diavolo", "segreti morbosi". Ma attraverso il racconto e lo sguardo di Giulia, Stefania Andreoli ci svelerà, come sempre senza fare sconti, una verità molto più complessa e inafferrabile. E molto più spaventosa. Perché, al di là delle etichette, il male può nascere dalle azioni che appaiono più innocue, può annidarsi tra ingranaggi lucidi e perfettamente oliati. L'unico modo per vederlo, e per prevenirlo ed evitarlo, è accorgersi del vuoto di gesti e di emozioni che può aprirsi dietro un'apparenza regolare, rassicurante, quasi banale.

Il cuore non va a dormire

Il cuore non va a dormire

C’è un’età in cui ogni cosa brucia, soprattutto l’amore. E ce n’è un’altra in cui persino l’amore sembra uno sbaglio. Ma per quanto tu possa provare a nasconderti o a scappare da te, il tuo cuore non si lascerà ingannare. Il cuore a volte tace, ma non va mai a dormire. Sasha ha sedici anni, un’anima inquieta e un segreto. Quando arriva il supplente di diritto – quello strano, che parla solo d’arte – per la prima volta si sente vista davvero. Con lui costruisce un linguaggio intimo, che le consente di dire ciò che non riusciva a dire. Finiscono per innamorarsi. Ma il professore sa che non possono concedersi questo sentimento. Lei invece non capisce. Alessandra ha più di quarant’anni e un’esistenza che sembra senza scossoni: un marito, una figlia, il parquet nuovo, un bel lavoro. Un giorno è chiamata a fare una perizia sul murale di un famosissimo artista la cui identità però è ignota e che da tempo era sparito. Di fronte al murale, qualcosa in lei si spezza. Una voce che credeva di aver sepolto è tornata, e lei non può più ignorarla. Sasha e Alessandra ancora non lo sanno, ma presto si incontreranno là dove per entrambe si apre una crepa. Nel suo romanzo più toccante, Enrico Galiano ci ricorda che l’amore non chiede mai il permesso. Che ci spaventa proprio perché ci rivela. Che più è forte e meno riusciamo a guardarlo negli occhi. «Perché il corpo lo sa sempre. Lo sa quando incroci quello sguardo e ti senti vista per la prima volta. Lo sa quando appoggi le dita su una tela ruvida e ti senti toccata. Lo sa quando dentro di te qualcosa si è rotto, o si è appena aggiustato. Lo sai. Lo sai sempre. Lo sai quando lo guardi e non lo ami più. Lo sai quando dietro un sorriso c’è un addio, e quando dietro un addio c’è un: resta, resta, ti prego. Lo sai che rumore fa la vita, quando accade».

Sei giorni a Bombay

Sei giorni a Bombay

È un giorno del 1937, al Wadia Hospital di Bombay, quello in cui l’infermiera ventenne Sona accoglie tra i pazienti Mira Novak, pittrice di fama internazionale. Non è occasione felice, ma Sona è comunque entusiasta di assistere questa donna di mondo, dall’aspetto regale e lo sguardo come una calamita, che le permette di intravedere una vita meravigliosa finora solo immaginata. Le due donne trovano una sintonia speciale e nel corso di sei giorni di convalescenza la pittrice ammalia Sona con i racconti dei suoi viaggi, le sue audaci esperienze artistiche e i suoi tanti amanti sparsi per l’Europa. Ma, in modo inaspettato, le condizioni di Mira precipitano. Tutti sono chiamati a rispondere di quel decesso improvviso, anche se è l’infermiera a finire in cima alla lista degli indagati: la sua piccola vita è ribaltata, non certo nel modo in cui sognava. Sona è costretta a lasciare l’ospedale, ma il pensiero di Mira non la abbandona e la spinge verso l’Europa, in un errare che è insieme fuga e ricerca, mentre il continente è sull’orlo dell’apocalisse. Immergendosi sempre più nel passato della pittrice, Sona scoprirà quanto insondabili possano essere le vite che crediamo di conoscere – e quanto coraggio occorra per riscrivere la propria storia. In questo nuovo, scintillante romanzo storico, Alka Joshi trae ispirazione dalla figura di Amrita Sher-Gil, la “Frida Kahlo dell’India”, per raccontare sogni e paure di due giovani donne in cerca del proprio spazio nel mondo.

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