Biblioteca Civica Bertoliana

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I delitti di rue du Louvre

I delitti di rue du Louvre

Nella Parigi dei ruggenti anni '20, una donna coraggiosa e un ispettore tormentato seguono le tracce di un assassino che nessuno sembra voler trovare. Parigi, 1925. Tra i locali di lusso, le danze disinibite nei cabaret e i cenacoli fumosi dei poeti surrealisti, la città sembra essere proiettata in una nuova era di cambiamento e benessere. Simbolo di questo rinnovato progresso è la Centrale Gutenberg in rue du Louvre, il più grande centralino telefonico di Parigi, che dà lavoro a decine di ragazze finalmente libere di esprimersi fuori dalle mura domestiche. Ma questo sogno rischia d'infrangersi quando due di loro vengono trovate brutalmente assassinate, con il volto sfigurato e coperto da una maschera simile a quelle usate dai soldati rimasti sfregiati durante la Prima guerra mondiale. Un dettaglio che induce a concentrare i sospetti sull'indiziato più ovvio: Mangrin, un reduce ferito nel corpo e nell'anima, che si guadagna da vivere come custode della Gutenberg. Tuttavia la teoria non regge allo scrutinio di Paul Varenne, un ispettore di polizia che ha provato sulla propria pelle gli orrori delle trincee e si è inimicato i superiori a causa del suo anticonformismo e della sua testardaggine. Convinto che Mangrin non sia altro che un capro espiatorio, Varenne inizia a indagare, rendendosi presto conto che quegli omicidi non sono che la punta dell'iceberg. Aiutato da Mathilde de Villedieu, una giovane e brillante psicoanalista legata a una delle vittime, Varenne si farà strada tra le pieghe più oscure della società parigina, inseguendo una verità tanto tragica quanto pericolosa, che coinvolge persino i vertici del potere. E tra loro c'è chi è disposto a uccidere pur di mantenere il segreto. Un giallo storico che è anche un viaggio affascinante nella Parigi effervescente e contraddittoria degli Anni folli, divisa tra l'entusiasmo per il futuro e le ombre di un passato che nessuno vuole ricordare.

Tutto comincia quando impari a lasciare andare

Tutto comincia quando impari a lasciare andare

Non esistono genitori perfetti, e Andrea lo ha capito da tempo. Ama i suoi figli, anche quando la trattano come una combinazione di chef, autista, bancomat e colf: sempre disponibile, sempre paziente, possibilmente con il sorriso. Eppure sente che qualcosa dentro di lei si è esaurito: il pranzo che brucia mentre rincorre i vestiti sparsi di Suzanne, le chiamate a Bastien che non risponde da giorni, la certezza di non essere una madre impeccabile unita all'idea che, se li avesse amati abbastanza, i suoi bambini non si sarebbero mai allontanati. Tutti possono sbagliare, tranne la mamma: a lei non è concesso fermarsi, crollare, dire «basta». Così, quando si chiude in bagno, gira la chiave e si siede sul bordo della vasca con il mascara che le macchia i vestiti, Andrea sente di essersi persa in un ruolo che la soffoca. Finché un annuncio di casting per l'Accademia dei genitori «perfettamente imperfetti» non le offre una via d'uscita inattesa. In un castello nel cuore della Provenza, circondata da altre madri e padri pieni di dubbi, potrà mettere in pausa la parte di sé che tutti chiamano «mamma» e provare a capire chi è davvero, cosa desidera, come tornare ad amare i figli senza dimenticarsi di sé stessa. Raphaëlle Giordano, regina del feel good e autrice da oltre due milioni e mezzo di copie vendute tra Italia e Francia, firma una storia luminosa e coinvolgente sulle fatiche e le gioie della maternità. Un romanzo che invita a smettere di inseguire la perfezione, ad accogliere le proprie fragilità e a concedersi, ogni tanto, il lusso di essere semplicemente sé stessi.

Come catturare un raggio di sole

Come catturare un raggio di sole

A sette anni, Ella Sunbury e Max Manning si incontrano e in un solo anno diventano inseparabili compagni di avventure, come un sole e il suo cielo. Ma poi la vita li separa bruscamente quando Ella è costretta a lasciare Juniper Falls per tornare a vivere con sua madre e suo fratello, e lascia che il ricordo di Max pian piano si spenga. Dieci anni dopo, Ella è di ritorno a Juniper Falls per frequentare l’ultimo anno di liceo e si trasferisce proprio nella casa di fronte a quella del suo migliore amico di infanzia. Ma, con il cuore carico di oscurità, Ella Sunbury non è più la ragazza solare che Max conosceva. Ora vive all’ombra della terribile fama di suo fratello, rinchiuso nel braccio della morte, condannato per un crimine che ha fatto tremare la Nazione. Sconvolta e respinta dai suoi coetanei, Ella desidera solo svanire, confondersi con l’anonimato per non essere vista come la sorella di un mostro. Ormai anche Max ha poco tempo per le distrazioni: mentre il suo gemello si gode la sua adolescenza, lui si prende cura del padre e tenta di tener in piedi ciò che rimane di una famiglia felice. Però non riesce a ignorare il ritorno di Ella. Malgrado lei tenti di nascondere la luce che ha dentro, Max continua a percepirla, come quando erano bambini. E quella luce riaccende un raggio di speranza anche nel suo petto. Max non vuole arrendersi, Ella è il suo sole e lui non riesce a fare a meno di gravitare intorno a lei. Proprio quando la loro amicizia sboccia in amore, però, una nuova tragedia si abbatte e minaccia di rompere il loro flebile equilibrio. Per poter catturare un raggio di sole, bisogna attraversare le tenebre e sfidare le fiamme. E, per non perdere Ella, è proprio ciò che Max intende fare.

Cento milioni di anni e un giorno

Cento milioni di anni e un giorno

Alpi occidentali, agosto del 1954. Stan, paleontologo quasi alla fine di una carriera accademica di scarso successo, convoca Umberto, il suo vecchio assistente e grande amico, in un villaggio sperduto tra Francia e Italia per un progetto segreto. O meglio, per inseguire un sogno. Di quelli così importanti, radicati e lucidamente folli che non si possono ignorare. Un sogno che ha la forma di un fossile misterioso. Apatosauro? Diplodoco? O addirittura brontosauro? Nessuno lo sa veramente, le tracce sono labili. Ma per Stan l’antico mostro dorme, sicuramente, da qualche parte lassù, nel ghiaccio. Se lo scopre sarà, finalmente, la gloria, quella che non ha mai avuto e che forse non ha mai veramente cercato, ma che ha sempre sognato. Quella che renderebbe orgogliosa la madre, morta da tempo, e dimostrerebbe al dispotico padre che il figlio è riuscito a farcela. Per ottenerla, però, bisogna salire fino a dove l’uomo raramente mette piede, dove freddo, altitudine e solitudine stringono in una morsa il cuore di chi osa avventurarsi e dove anche i rapporti di amicizia più saldi rischiano di spezzarsi. Riusciranno Stan, Umberto, il suo giovane assistente Peter e Giò, la silenziosa ed esperta guida, a restare uniti, a raggiungere il fossile nascosto nel ghiacciaio e, soprattutto, a sopravvivere? Stan conosce benissimo i rischi, ma sa anche che la strada per il suo sogno è una sola, bisogna salire. "Cento milioni di anni e un giorno" è un inno alla bellezza delle ossessioni, alla fragilità degli uomini, alla potenza dei ricordi e delle storie che ci portiamo dentro e ci accompagnano anche quando sembrano svanire nella neve.

Momenti di gioia imperfetta

Momenti di gioia imperfetta

Estate dopo estate, ormai da vent'anni, Rachel, detta Rocky, attende con impazienza la settimana di vacanza che trascorre con la famiglia a Cape Cod. Il loro modesto cottage in affitto sulla spiaggia è il confortevole palcoscenico di giornate di sole, nuotate nell'oceano, pasti indimenticabili e anche, naturalmente, di turbolenze di ogni tipo: emotive, coniugali e, a causa delle vecchie tubature, perfino idrauliche. Adesso, a cinquantaquattro anni, Rocky, pur assaporando felice quei pochi giorni da trascorrere tutti insieme, si ritrova stretta tra le esigenze dei figli, non più bambini ma sempre bisognosi di attenzioni, e i genitori anziani pieni di nuove questioni legate all'età che avanza. Per non dire della tempesta ormonale innescata dalla menopausa che la travolge con scatti d'ira, momenti di malinconia, caldane devastanti contro cui nulla può, neppure la brezza oceanica. In questa settimana preziosa tutto è in equilibrio, tutto è in continuo mutamento. E quando Rocky si ritroverà faccia a faccia con il passato e il futuro della sua famiglia, si convincerà di non poter più nascondere i suoi segreti alle persone che ama. Catherine Newman ci regala una narrazione fresca e vivace, capace di incarnare le voci, i silenzi e le contraddizioni di un'intera generazione di donne. Attorno al nucleo della famiglia si intrecciano temi complessi, affrontati con sensibilità e talvolta con necessaria crudezza, ma sempre con uno sguardo di arguta ironia. L'apparente quiete dell'ambientazione si trasforma progressivamente in un teatro di verità nascoste e rivelazioni improvvise dove le memorie della protagonista aiutano a tessere un filo narrativo intriso della tenerezza che avvolge i ricordi lontani.

L'amore malfatto

L'amore malfatto

Un esordio potente, soffuso di sensualità, che esplora la complessità delle regole dell'attrazione che spesso corrono parallele a quelle sociali. Un romanzo sui corpi: corpi che si nascondono, imperfetti, attraversati da passioni forti. A Petrara, paesino abruzzese all'ombra del Gran Sasso, la guerra sembra lontana e il 1943 è un anno come gli altri. Le famiglie cercano di mettere il pane in tavola e di avere un buon raccolto e anche i Marchiselli fanno lo stesso. Mentre padre, madre e figlio maggiore sono nei campi, Angela e Nino passano le loro giornate in casa, l'una perché storpia a causa della poliomielite avuta da bambina, l'altro perché ancora piccolo e affetto da una malattia misteriosa che lo costringe in casa. I due osservano il mondo dalla finestra ma un giorno Angela scorge Gaetano, che, nonostante le difficoltà, inizia a corteggiarla da lontano. Lei, che non ha mai conosciuto l'amore, si fida e scende in strada, ma lui si rivela diverso da quello che pensava e Angela resta profondamente ferita da quell'incontro. Il contatto fisico stabilitosi tra loro, però, cambierà per sempre la vita di entrambi, portando nel cuore di Angela e di Gaetano una passione che si scontrerà con la vergogna e il pudore, la colpa e il desiderio. Quando la guerra arriverà a Petrara, Nino per la prima volta scoprirà se stesso, e Angela, sempre più presa da un'ossessione che sembra consumarla, dovrà scegliere se continuare a guardare il mondo da una stanza o viverlo fino in fondo. Giusy Sardella ci racconta la crudeltà che il mondo riserva ai diversi, ma ci rivela anche l'invisibile bellezza che si nasconde dietro una tenda tirata, una porta socchiusa e l'intimità di un corpo, con la delicatezza di chi porta la luce dove c'è solo il buio.

Partenze

Partenze

“Partenze” è la storia di due amori, quello fra il giovane Stephen e la giovane Jean e quello fra il vecchio Stephen e la vecchia Jean. È la storia dell’anziano jack russell Jimmy, deliziosamente ignaro della propria caninità. Ed è la storia di uno scrittore di nome Julian, alle prese con gli scherzi della memoria, le fallacie del corpo, e quella speciale partenza a cui non segue alcun arrivo. I AM: Io Sono, naturalmente. Ma anche l’acronimo di Involuntary Autobiographical Memory, quella memoria autobiografica involontaria che, a partire da uno stimolo sensoriale (per intendersi, il sapore della madeleine intinta nel tè, nel caso di Proust), rievoca un preciso evento del passato. Illuminante corrispondenza o mero gioco linguistico? Se è vero che «la memoria coincide con l’identità e viceversa», sembrerebbe valere la prima ipotesi. D’altra parte, un ricordo non mediato dalla volontà, e dunque dalle molte narrazioni e autonarrazioni che se ne fanno, è davvero tale? E, in definitiva, vale la pena di essere ricordato? Prendiamo il caso di Stephen e Jean – alto, allampanato, gentile studente di filosofia lui, attraente, caustica, benestante studentessa di letteratura russa lei. Julian li conosce all’Università di Oxford negli anni Sessanta, quell’epoca di libertà sessuale tanto decantata ma raramente sperimentata, e, un po’ terzo incomodo un po’ mezzano, li fa incontrare e innamorare. Poi la vita fa il suo corso e quarant’anni dopo Julian non resiste alla tentazione di rifarsi Cupido, «scrivendo» un nuovo capitolo della loro unione. Nel raccontare le loro storie d’amore, la prima come la seconda, lo scrittore-demiurgo fa affidamento sulla memoria e gli appunti personali. È lecito domandarsi quale grado di verità tali supporti garantiscano alla narrazione. Anche quando deve fare i conti con la propria caducità, quando una diagnosi infausta stravolge le categorie grammaticali trasformando i suoi tempi verbali da futuro in passato, è il Julian scrittore a prendere il sopravvento. «È stato tutto molto interessante» è il suo commento, a proposito di bagni di realtà brutali, pratiche mediche invasive, e dell’invidiabile condizione del cane di Jean e Stephen, Jimmy, a differenza di lui ignaro della propria mortalità (nonché del fatto stesso di essere cane). “Partenze” è un’opera di fantasia, ma questo non significa che non sia vera; è un libro giocoso, arguto e irriverente, ma questo non significa che non stringa il cuore a ogni pagina. «Possiamo e dovremmo fidarci degli scrittori quando ci raccontano meravigliose bugie sui loro romanzi». Julian Barnes lo scrive a proposito di Marcel Proust. O forse no.

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