Biblioteca Civica Bertoliana

Novità

Nessuna via d'uscita

Nessuna via d'uscita

L'avvocato Haller torna con un caso più attuale che mai: una causa contro un colosso dell'Intelligenza Artificiale, che potrebbe essere responsabile dell'omicidio di una ragazzina. Dopo il suo percorso di "rinascita", Mickey Haller prende una nuova direzione e si dedica a un caso d'interesse pubblico, intentando una causa civile contro una società di Intelligenza Artificiale il cui chatbot avrebbe suggerito a un sedicenne di uccidere la sua ex ragazza perché lo aveva tradito. Rappresentando la famiglia della vittima, Mickey esplora il mondo dell'IA, in rapida espansione e in gran parte non regolamentato. Durante il processo, lo affianca il giornalista Jack McEvoy che vorrebbe assistere in silenzio per scrivere un libro sul caso. Ma Mickey lo mette subito al lavoro, affidandogli l'analisi della montagna di documenti emersi durante la fase di ricerca delle prove. Le indagini di McEvoy portano alla scoperta del testimone chiave: un informatore che fino ad allora aveva avuto troppa paura per parlare. Il caso è estremamente pericoloso, perché in gioco ci sono miliardi di dollari. Si dice che le macchine abbiano superato l'intelligenza umana nel 1997, quando il Deep Blue dell'IBM ebbe la meglio sul maestro di scacchi Garry Kasparov con una mossa chiamata "il sacrificio del cavallo". Haller adotterà una strategia simile in tribunale per cercare di sconfiggere le immense forze dell'industria dell'IA schierate contro di lui e i suoi clienti.

Buio

Buio

Una casa a un euro: per Tilda, ragazza tedesca di origini italiane, è davvero un colpo di fortuna. Vuole tagliare i ponti con la sua vita precedente e una villa in Sardegna è ciò che fa per lei. Botigalli è il sogno di ogni architetto appassionato di restauri: un villaggio abbandonato in cima alle montagne della Barbagia, una cinquantina di abitazioni e una sola strada che porta alla pittoresca chiesa. Inoltre si tratta di un cambio radicale: lavoro manuale, solitudine e buon cibo. Ma l'idillio di questo luogo sospeso nel tempo è di breve durata. Il paese, che all'inizio sembrava completamente disabitato si anima in modo inquietante: strani rumori, oggetti spostati e poi un terribile segreto che risale all'estate del 1982 – quella del mondiale e della finale Italia-Germania – quando in una sparatoria tutti i suoi abitanti hanno trovato la morte. Nessuno sa cosa sia davvero accaduto quel giorno e l'unico superstite, l'anziano Silvio, rimane ostinatamente chiuso nel suo silenzio nonostante un giornalista si presenti da lui ogni domenica per cercare di convincerlo a raccontare la sua tragica storia. E Tilda, suo malgrado, vi si troverà improvvisamente catapultata dentro. Fare luce nel buio di quegli anni sarà l'unico modo per uscirne… illesa. Perché in questa terra aspra e isolata, sono successe, e ancora succedono, cose terribili. L'ultimo thriller di Vera Buck vi terrà incollati alle pagine con i suoi personaggi, l'ambientazione mozzafiato e le atmosfere inquietanti.

La carità carnale

La carità carnale

Marianeve ha i capelli bianchissimi come una coniglia selvatica, ma la neve che porta nel nome non l'ha mai vista perché è nata nel cuore del Cilento, terra di rocce a picco sul mare, dal grembo rigonfio di lecci e castagni, le anche ossute e le fauci che si chiamano Gole del Calore. Marianeve è la sola, adorata figlia di Sarchiapone, che per lei dall'alba al tramonto si spezza la schiena nella bottega di alimentari del paese, senza sapere quanto scuorno desti nella figlia scorgerlo dietro quella vetrina unta, con il grembiule macchiato e il sorriso innamorato che gli si illumina sul viso appena la vede. Sarchiapone è convinto che Marianeve sia destinata a cose grandi, perciò nulla di lei lo preoccupa o lo stupisce: nemmeno quando la figlia si chiude con le compagne in cantina a fare i giochi proibiti che per la prima volta le rivelano il potere nascosto nel punto più segreto del suo stesso corpo – quello di guarire gli altri. Perché il suo destino eccezionale si compia Marianeve dovrà lasciare Sarchiapone, andare a Napoli, la città spalancata e misteriosa come un'ostrica, dove dal passato le verrà incontro un'altra donna, Giulia Di Marco, suora eretica del Seicento, che a sua volta aveva trasformato il proprio corpo in uno scandaloso strumento di guarigione, dando un nome al fuoco che le ardeva dentro: la carità carnale. Dopo il folgorante esordio con Uvaspina, Monica Acito si conferma una voce unica, capace di plasmare sulla pagina personaggi, luoghi, sentimenti con una scrittura immaginifica, piena di colori e di vita. La carità carnale è la storia del legame tra un padre e una figlia, più forte di ogni peccato e di ogni silenzio; è il romanzo di formazione di una ragazza di provincia che diventa donna in una città grandiosa e conturbante; è un alambicco narrativo nel quale passato e presente, fede e magia, carne e spirito si mescolano per dare vita a uno straordinario racconto d'amore.

Le ragazze di Tunisi

Le ragazze di Tunisi

Tunisi, 1959-1961. I Brancata sono una delle tante famiglie di origine siciliana che in Tunisia hanno cercato l'America, e non sempre l'hanno trovata. In compenso hanno convissuto pacificamente con i francesi, che fino ad allora comandavano, insieme a tunisini, ebrei e maltesi. In questa cornice cosmopolita, Maria - una bella trentottenne fiera e determinata - vede le sue tre figlie adolescenti diventare grandi. È lei che si occupa di loro perché suo marito lavora in campagna ed è quasi sempre sola. Per far fronte alle difficoltà economiche si dedica a piccoli lavori di sartoria in casa, nel quartiere di Borgel, al pianterreno di una palazzina che si affaccia su un cortile dove tutti conoscono tutti. Al piano di sopra, un vedovo silenzioso la corteggia con discrezione, ma lei è troppo occupata a tener d'occhio le sue ragazze, innanzitutto Anna, la primogenita. Sedici anni, Anna ama leggere e guardare le navi all'orizzonte e frequenta una delle migliori scuole di Tunisi grazie allo zio Jojo, il mascalzone latino di famiglia, che le paga gli studi. Per lei l'amore è ancora qualcosa di irraggiungibile, ma per fortuna ha Marinette, l'amica francese che le apre le porte di un mondo fatto di cinema, bei vestiti e passeggiate in Avenue de France. Sempre tra i piedi, ci sono le sue sorelle: Vitina che in apparenza pensa solo a cantare e a fare ginnastica, e Pupetta, il grillo parlante della famiglia. Tutto intorno, una città vivace in cui i nostri protagonisti si muovono in un tempo sospeso tra malinconia e incertezza: con l'indipendenza della Tunisia per molti si avvicina la stagione degli addii. Ma è proprio la paura del cambiamento ad accendere i cuori, far nascere nuove storie e svelare segreti, in un microcosmo fatto di zii rancorosi, vicini curiosi, couscous a volontà e serate trepidanti davanti alla tv. Le ragazze di Tunisi è un romanzo coloratissimo che emoziona e sorprende. Luca Bianchini mescola ricordi familiari ad aneddoti esilaranti in una storia comune a molti italiani. Sarebbe stato un peccato non raccontarla.

Smuoverò l'inferno

Smuoverò l'inferno

Prima di Dante, Virgilio ha già attraversato l'Inferno. E l'ha fatto da solo. Da questa premessa, nascosta fra i versi della Commedia, nasce un racconto doppio, intessuto di echi e rimandi. Il Virgilio terreno sa cosa vuol dire essere diverso. Ragazzo timido, solitario, incompreso dai compagni della scuola di retorica di Roma e attratto da forze magiche a cui non sa dare un nome, è tormentato da visioni di un fanciullo sconosciuto, che a volte pare un demone meschino, più spesso un simbolo prezioso ma sfuggente. Mentre l'Urbe si lacera tra guerre civili e nuovi equilibri, Virgilio cresce senza certezze, ama senza possedere, scrive senza ambizione. Diventa il poeta prediletto di Ottaviano e, nel tentativo di donargli l'opera perfetta, si spegne. Ma la morte non è mai, davvero, la fine. Il Virgilio dell'Aldilà è perso. Nel Limbo non ha scopi, né interessi. Poi, allo scoccare dell'anno zero, una voce amica lo chiama, e gli ordina di scendere il baratro, cerchio dopo cerchio, per mutare un destino scritto sul fondo dell'Inferno. Il viaggio allora si fa avventura, fra guide menzognere, verità nascoste e dolorosi incontri. Una volta raggiunta la meta, al cospetto di un Lucifero inedito, a tratti ostile, a tratti fragile, al poeta rimane una sola domanda: può davvero un singolo uomo, con la sola forza del cuore, cambiare l'ordine delle cose? Un romanzo sfaccettato e immersivo, che riscrive il personaggio di Virgilio trasportandolo in una dimensione nuova e assolutamente contemporanea. Per chi sa che è sempre e soltanto l'amore, in fondo, a muovere il sole e le altre stelle.

Per cosa sei fatto?

Per cosa sei fatto?

George Raveling è stato uno degli allenatori più vincenti del basket americano. Durante la sua lunga carriera è stato il mentore, il confidente, l'esempio per tantissimi giocatori che sono diventati vere e proprie leggende del gioco, tra cui Michael Jordan. È proprio grazie a Raveling, infatti, che Jordan ha vinto il suo primo oro olimpico ed è sempre grazie a lui che il campione dei Bulls decise di firmare per la Nike avviando la grande epopea culturale e commerciale delle scarpe Air Jordan, che è arrivata intatta fino ai giorni nostri. George Raveling, quindi, non è stato solo un grande allenatore di basket, ma soprattutto un uomo con un'etica del lavoro straordinaria, con una visione del futuro sempre chiara e positiva e la capacità quotidiana di trovare e allenare il talento più puro di ognuno dei suoi giocatori, aiutandoli a esprimere il loro vero potenziale. Per cosa sei fatto? non è un semplice libro di memorie che celebra la storia di un uomo unico, ma è un vero e proprio manuale di vita per scovare quello che in inglese chiamano purpose: lo scopo, il lavoro, la passione, l'orizzonte, quella cosa, per ognuno diversa, che ci fa alzare ogni mattina e ci spinge a migliorarci come professionisti e come esseri umani. E non è un caso che Raveling abbia scritto questo libro così ambizioso insieme a Ryan Holiday, uno dei massimi pensatori contemporanei: l'obiettivo, infatti, era quello di costruire un modello strategico, uno strumento indispensabile per conoscersi a fondo, per trovare il proprio talento, allenarlo e quindi per imparare a vivere una vita piena e consapevole. E questa trasformazione è possibile partendo da una semplice domanda: Per cosa sei fatto?

Trope

Trope

Sognate di sapere tutto sui trope utilizzati nei romance? Volete scrivere il vostro romantasy? Questo libro è proprio ciò che vi serve. Dopo averlo letto, il romance in tutte le sue forme non avrà più segreti, per voi! In questa guida unica nel suo genere troverete: presentazione e analisi dei 50 trope più conosciuti (o meglio, dei nostri preferiti!); consigli di scrittura di editor e autrici per costruire una trama, creare dei personaggi e dare ritmo alla narrazione; illustrazioni di Juliette Buttigieg che danno vita ai trope; consigli di lettura di booktoker e content creator; contenuti esclusivi come i trope della vostra coppia, gli archetipi dei protagonisti (e i loro ritratti!), i trope inversi… e tanto, tanto altro! Alla parola enemies, tutti rispondiamo all’unisono: to lovers! E quando sentiamo parlare di slow burn, fremiamo al solo pensiero di un bacio. E cosa mi dite di “un solo cavallo”? I trope sono ovunque: sui social network, nel cuore di libri, film e serie Tv... Alimentano le aspettative dei lettori e guidano gli autori. Però, cosa sono esattamente i trope? A cosa servono davvero? E soprattutto, come gestire questi “cliché” senza diventarne uno a propria volta? La risposta è nelle vostre mani, in questo libro. Un libro imperdibile per tutti gli amanti del romance, con i contributi esclusivi di booktoker e scrittrici italiane. Consigli di scrittura a cura di Cristina Chiperi, Alessia Gazzola, Valentina Ghetti, C.S. Quill , Allison Saft e Sara Simoni.

C'era l'amore a Sarajevo

C'era l'amore a Sarajevo

"Il 29 febbraio saranno trent'anni. Ti aspettiamo." Non ha bisogno di altri dettagli, Carlo, una vita da inviato speciale in zone di guerra, per capire a cosa si riferisca il messaggio appena ricevuto. Gli anniversari tondi segnano un punto, favoriscono ricordi, chiamano bilanci. Ma soprattutto costringono a vedere chi eravamo, e chi siamo diventati proprio perché abbiamo vissuto certe cose. Per Carlo, i 1425 giorni dell'assedio a Sarajevo, culmine del conflitto nei Balcani che ha sgretolato la ex Jugoslavia, sono stati un crocevia emotivo senza paragoni, un intreccio di paure ma ancor più di urgenza di vivere. E così, mentre si mette in viaggio per raggiungere la capitale bosniaca e chi insieme a lui ha vissuto giorni tanto fatali per l'Europa, ripercorre i tre viaggi che nel corso degli anni l'hanno riportato in quella terra così vicina eppure così lontana, culla, prima della guerra, di una cultura cosmopolita e inclusiva e poi, anno dopo anno, simbolo di un tradimento dell'idea stessa di convivenza tra diversi. Arrivare in città sarà ritrovare se stesso, ma soprattutto chi - conoscenti e amici, tra cui Jagoda, la ragazza di un amore controverso e non consumato - ha vissuto con lui una incredibile notte in un bar, una festa segreta che fu un grido di vita e nello stesso tempo di ribellione contro l'aggressione. A trent'anni dalla fine delle ostilità nella capitale bosniaca, Gigi Riva, uno dei più autorevoli giornalisti ad aver narrato la fine della ex Jugoslavia, racconta di quei mesi un aspetto meno indagato: non la morte, ma la pulsione di vita, i sentimenti profondi che nascono nelle situazioni estreme, gli amori, le amicizie che non temono di dirsi per sempre. Come è normale che sia nell'eterno e inscindibile dualismo tra eros e thanatos. Un racconto profondamente attuale, perché nelle parole dei testimoni di allora risuonano lampanti analogie con la situazione in Ucraina o a Gaza. O in tutti i luoghi dove c'è sopraffazione dell'uomo sull'uomo.

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