Biblioteca Civica Bertoliana

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La trappola

La trappola

Lia ha dodici anni, gambe che non sa ancora usare bene e una fame di correre che le divora l’anima. Quando viene selezionata per il Centro Federale di Atletica d’Eccellenza, porta con sé una valigia blu e la certezza che questo sia solo l’inizio. Andrea Rossi, l’allenatore, la vede dall’altra parte del campo e le dice: "Sei un diamante non tagliato. Sei speciale". Lia gli crede. Perché vuole credergli. Perché ha bisogno di credergli. Quello che segue è un progressivo capovolgimento del mondo: i regali, l’isolamento dalle compagne, i messaggi notturni, le mani che toccano dove non dovrebbero. Tutto costruito con precisione perché non sembri mai abbastanza grave. Perché lei stessa possa dubitare di se stessa. La trappola racconta, con una voce adolescente feroce e disarmante, come il talento possa diventare una catena. Lia ha dodici anni e non sa ancora che la trappola più efficace è quella che assomiglia a un sogno. Questo è un romanzo che brucia. Perché è scritto con la voce di chi ci è stata dentro – e ha trovato, nel fondo più buio, la parola giusta per uscirne: no. Un libro di narrativa per ragazzi e ragazze dai 13 anni che parla di fiducia tradita e del confine invisibile tra guida e manipolazione nello sport minorile. Una storia che esplora la violenza psicologica, l’isolamento, il senso di colpa e il percorso di rinascita, mostrando come gli abusi spesso inizino con gesti impercettibili. Età di lettura: da 13 anni.

Ore lontane

Ore lontane

Una lettera ingiallita dal tempo scivola in una cassetta della posta: sono passati cinquant'anni da quando è stata spedita. È il 1992, e quel messaggio inatteso riporta tutto indietro, a un mondo oscurato dalle tende nere del Blitz londinese e ai segreti inconfessabili sepolti tra le mura di Milderhurst Castle. Per Edie Burchill, quella busta non è soltanto posta smarrita: è la chiave per scardinare il passato enigmatico di sua madre e scoprire una verità rimasta ostinatamente nascosta per mezzo secolo. Attratta dal fascino decadente del castello e dai suoi giardini inselvatichiti, Edie si ritrova immersa nella storia delle tre sorelle Blythe: la bellissima e protettiva Percy, la saggia Saffy e la sognatrice Juniper, eternamente in attesa di un amore scomparso. Figlie di Raymond Blythe, autore del celebre e inquietante classico per bambiniLa vera storia dell'Uomo del Fango, le sorelle vivono recluse tra quelle mura antiche, prigioniere di ricordi, silenzi e rimpianti. Ma le fiabe oscure del padre non sono mere invenzioni letterarie: dietro le porte chiuse di Milderhurst Castle si nascondono indizi su tradimenti inaspettati, amori perduti e una notte tragica del 1941 che ha segnato per sempre il destino della famiglia. Con un'atmosfera gotica, densa e avvolgente, Kate Morton tesse una maestosa ragnatela in cui il passato rifiuta di restare sepolto. Ore lontane è un viaggio ipnotico nel labirinto della memoria e dei legami familiari, dove ogni stanza polverosa, ogni libro dimenticato e ogni corridoio silenzioso custodiscono una tessera del puzzle, in attesa di chi abbia il coraggio di portarla alla luce. Ore lontane, precedentemente pubblicato con il titolo Una lontana follia, si aggiunge alle opere edite da HarperCollins, Ritorno a casa e Il giardino dimenticato.

L'Appennino che resiste

L'Appennino che resiste

Dieci anni fa una sequenza di scosse fortissime ha distrutto paesi e minato il tessuto sociale di intere comunità. Ad agosto 2016 il sisma colpisce Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto; a ottobre è la volta della Valnerina, Castelluccio e Norcia; infine, a gennaio 2017 Campotosto finisce in macerie. Andrea Mattei percorre il Cammino nelle Terre Mutate, il primo itinerario escursionistico solidale d’Europa, nato per portare vicinanza a questi luoghi: 245 km da Fabriano a L’Aquila attraverso quattro regioni (Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio) e due Parchi nazionali, quello dei Monti Sibillini e quello del Gran Sasso e dei Monti della Laga. 14 giorni a piedi dai forti contrasti, tra paesaggi meravigliosi, una natura in buona parte incontaminata e i segni ancora vivi della distruzione dei terremoti. La storia di comunità perdute ma anche di tante persone che resistono in un Appennino già afflitto dalla piaga dello spopolamento e dell’abbandono. Il racconto alterna la descrizione dei territori attraversati in lunghe giornate solitarie di cammino e l’incontro con persone straordinarie che hanno deciso di rimanere e scommettere sulla possibilità di rinascita. Saranno loro il cuore di questo libro: Erica, monaca di clausura del monastero San Luca a Fabriano, che accoglie viandanti insegnando la Regola benedettina dell’ascolto; Rita, commerciante di casalinghi («in una città senza più case…») di Norcia e anima della comunità locale; Patrizia, l’Ortigiana di Ussita, a cui il sisma ha spazzato via l’orto sinergico e il b&b e che con tenacia oggi riparte; Roberto, il ‘Doctor Monster’ di Campi, che all’indomani del sisma radunò tutto il paese nella Pro Loco appena inaugurata; Stefano, il fornaio di Arquata, l’unico sveglio quella notte del 24 agosto; Assunta, la tessitrice di Campotosto, che dalle macerie ha resuscitato l’antico telaio. Con loro e con molti altri protagonisti, tappa dopo tappa, l’autore si interroga sui tempi lunghissimi della ricostruzione e sul destino delle aree interne del nostro Paese.

Il canto delle filatrici

Il canto delle filatrici

Friuli, anni Venti. A Maniago, un piccolo borgo ai piedi del monte Jôuf, crescono Nella, Adelina e Iolanda Santarossa, tre sorelle legate da un destino comune nella filanda, dove lavorano sin dall'infanzia. Iolanda è fidanzata con Pietro, un giovane operaio con grandi ideali e simpatie socialiste. Adelina vive un amore clandestino con il figlio di una famiglia altolocata, mentre Nella coltiva un profondo legame di amicizia con Luisa e una passione per i libri, sognando di lottare per i diritti e l'emancipazione delle donne. Ma nella piccola comunità di montagna, governata da regole taciute e immutate da generazioni, la relazione proibita di Adelina minaccia di spezzare fragili equilibri e compromettere il destino di tutta la famiglia. Così, mentre la guerra si avvicina, la ragazza fugge a Venezia in cerca di riscatto e libertà, lasciando dietro di sé dolore e sgomento. Anche Nella sceglie di lasciare Maniago e, insieme a Luisa, approda a Torino per partecipare alle lotte femminili. Iolanda, invece, resta al paese e continua a lavorare con dedizione alla filanda per guadagnarsi il ruolo più ambito, quello di passaseta. Tuttavia, quando il destino delle tre sorelle sembra ormai scritto, la vita irrompe con forza a rimescolare le carte: riusciranno a restare unite nonostante la distanza che le separa e le profonde ferite del passato? Tra l'ascesa del fascismo e l'ombra della guerra, le vite di Iolanda, Adelina e Nella si intrecciano in una storia di resistenza, affetti e coraggio, dove l'amore si rivela l'unica forza capace di superare i vincoli di sangue e mantenere viva la speranza in un futuro migliore.

Ci basterà mangiare il vento

Ci basterà mangiare il vento

Ambientato tra Singapore e Torino, il nuovo romanzo di Gianluca Gotto è il racconto potente e sincero di un uomo che, dopo aver tentato in tutti i modi di tenere a distanza la vita - con la sua meravigliosa imperfezione e la sua preziosa e a volte dolorosa imprevedibilità -, scoprirà che stare bene può essere semplice come giocare a mangiare il vento. "Quella sera mi aveva insegnato una cosa: a godere delle cose piacevoli senza pensare che finiranno. Perché se la paura di soffrire dopo ti frena prima ancora di iniziare, allora la tua vita non può contemplare tramonti, viaggi, sogni, concerti, legami. Non può contemplare niente di ciò che finisce. E dunque non può contemplare niente di ciò per cui ha senso vivere." Il protagonista di questo romanzo è cresciuto convinto che "casa" possa essere il posto più pericoloso al mondo e che non possa esistere amore senza paura e sofferenza. Ora però, dopo anni di vagabondaggio e di ricerca spirituale, vive a Singapore in un equilibrio all'apparenza perfetto: tai chi all'alba, lavoro da ghostwriter nei café della città, arrampicata in palestra. Conosce a memoria il Dhammapada e si comporta secondo i suoi principi, come un monaco fuori dal tempio. E quando il mondo cerca di turbarlo, si chiude nella sua stanza del vuoto e medita finché non ha lasciato andare ogni sentimento negativo. Sembra esserci riuscito, a tagliare il filo che lo legava alla violenza e al dolore della sua infanzia. Sembra aver spezzato il suo karma familiare, come gli aveva promesso un guru in un ashram indiano. Finché una notte, nell'ascensore di un hotel, incontra Giorgia. Impulsiva, disordinata, incapace di stare da sola, Giorgia rappresenta tutto ciò che lui ha voluto escludere dalla sua vita: le emozioni, il caos, il desiderio, le cose troppo umane, troppo vive. L'amore. E anche se quell'incontro finisce nel modo più inaspettato, nelle sue convinzioni si apre una crepa: a cosa serve dimenticare il dolore del passato se questo significa rifiutare di vivere il presente?

La sorella prediletta

La sorella prediletta

Parigi, anni Venti. Estelle e Olympia sono sorelle, ma non potrebbero essere più diverse: dolce e sempre aperta agli altri la prima, ribelle e controcorrente la seconda. Eppure è stata proprio Olympia a crescere Estelle da quando, ancora bambine, hanno perso la madre. Un giorno, Estelle si innamora del giovane aspirante scrittore Paul. Olympia è felice per lei, ma sente crescere il peso di un segreto che non è mai riuscita a confessare. Poi il destino le separa, e quel senso di colpa diventa incolmabile. A Olympia non resta che il primo romanzo inedito scritto da Paul. Così decide di fare tutto il possibile per pubblicarlo. Lo deve a lui. E lo deve a Estelle. Solo allora capisce che la vita le mette di fronte una nuova sfida. Parte per la Spagna sconvolta dalla guerra civile e, in quello scenario tragico, cerca di dimenticare. Decenni dopo, a Roma, Caterina è una giovane giornalista insoddisfatta del proprio lavoro. Quando scopre per caso la storia di un romanzo misterioso, ne rimane affascinata. Potrebbe trattarsi di un plagio: il libro è stato pubblicato da due autori diversi, a Parigi e a New York, in epoche lontane tra loro. Ma le sue ricerche rivelano ben altro. Dietro quel romanzo si nasconde una grande storia d'amore. E si cela l'ultimo gesto di devozione di una donna per la sorella amata. Caterina comprende che non si può proteggere qualcuno per sempre, ma lo si può amare senza tempo. Perché, in un modo o nell'altro, il destino finisce sempre per chiudere il cerchio. E forse è arrivato anche per lei il momento di scrivere il proprio. Dopo "La primogenita", nato dal passaparola dei lettori, Sonia Milan torna con un romanzo in cui le straordinarie vicende di due sorelle si intrecciano a personaggi realmente esistiti e ai grandi avvenimenti della storia internazionale. Un romanzo di grandi amori e rinascite improvvise, di legami più forti di tutto e di scelte che sembrano impossibili.

Giù fino al fiume

Giù fino al fiume

Innamorarsi di una cara amica, ammetterlo solo quando le viene diagnosticata una grave malattia, decidere di accompagnarla «giú fino al fiume». Tutto questo è successo a Elizabeth Gilbert, che a distanza di vent'anni da "Mangia prega ama" torna a raccontare di sé. Con l'autenticità e il coraggio che l'hanno resa famosa, Gilbert ci regala un altro memoir pieno di amore e dolore sulla fragilità umana, e su come le persone che amiamo siano insieme la nostra condanna e la nostra salvezza. «Se sei molto fortunata, diceva Rayya, potresti trovare una persona, solo una, nel corso della tua intera vita, che ti accompagnerà fino all'East River. È la persona che sa tutto di te, con cui non potresti mai fingere, anche se ci provassi. Rayya mi diceva che ero io, la sua persona con cui spingersi giú fino al fiume». Ma chi conosce New York sa che l'East River e le strade che vi conducono non sono esattamente luoghi ameni e sicuri. Si capisce dunque perché, quando Elizabeth viene a sapere della malattia in stadio avanzato dell'amica e amante Rayya, le due comincino a chiamare «il fiume» proprio la morte. Un luogo difficile, dove accompagnare chi si ama nel modo piú intenso e profondo in cui si possa amare. La storia di Elizabeth e Rayya però non è solo una storia di amore e morte, ma anche di ossessione e dipendenza, dalle sostanze, dall'affetto e dai corpi, perché l'orizzonte della fine sa cancellare ogni limite, soprattutto quello che impedisce di farsi del male. Con il suo tipico stile riflessivo e pregnante, l'autrice racconta qui un viaggio diverso da quello che l'ha resa celebre con "Mangia prega ama", un viaggio doloroso nella vulnerabilità e nella sofferenza, ma anche nella disintossicazione e nella riscoperta di sé. Perché ci vuole un grande coraggio per morire, ma un coraggio anche piú grande per vivere, prima di potersi un giorno incontrare di nuovo giú al fiume.

Domenica

Domenica

È una bella domenica di maggio in Costa Azzurra: l’aria è mite, l’alta stagione è alle porte, e alla Bastide, una tipica locanda a conduzione familiare ai piedi del massiccio dell’Estérel, tutti si muovono come dietro le quinte di un teatro, in attesa della consueta invasione all’ora di pranzo. Ma per Émile, che è arrivato dalla Vandea quando era solo un ragazzo e ha risollevato le sorti dell’attività con i suoi manicaretti sopraffini, questa domenica, iniziata come tante altre, è in realtà una giornata decisiva, destinata a chiudere una partita che va avanti ormai da anni. Non saprebbe neanche dire com’è cominciata: quando ha sposato Berthe, la figlia del vecchio titolare? Quando lei ha rifiutato di stipulare un accordo prematrimoniale, non per amore ma per la consapevolezza di essersi comprata il marito? Quando ha cominciato a prendersi delle amanti, quasi per rivalsa contro quella moglie fredda e occhiuta che gli nega anche i piaceri più semplici e gli impedisce di vivere da uomo? O forse quando è arrivata Ada, la strana «piccola selvaggia» assunta come domestica con cui ben presto Émile ha intrecciato una relazione viscerale e ferina? In Domenica, una volta di più, Simenon dimostra di saper scavare mirabilmente nella psiche dei suoi personaggi per mettere in scena un dramma impietoso come il sole della Provenza nel primo pomeriggio. E il lettore non potrà far altro che restare a guardare, avvinto alle pagine, fino allo spiazzante, magistrale epilogo.

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